Interprete di lingua dei segni italiana (LIS)

L’interprete di Lingua dei Segni Italiana (LIS) è in grado di accompagnare l’interazione linguistico – comunicativa tra soggetto udente e non udente, mediando il trasferimento del contenuto semantico e simbolico tra le parti, attraverso l’utilizzo delle forme e dei metodi della Lingua dei Segni Italiana (LIS) e l’interpretazione linguistica di messaggi segnici. Lavora prevalentemente come lavoratore autonomo con contratti di collaborazione presso centri socio educativi per disabili, strutture che forniscono servizi di intepretariato LIS nell’ambito di convegni dibatti, tavole rotonde, riunione assemblee, atti notarili, giudiziari, ecc., operando con livelli di autonomia elevati.

Requisiti d’accesso

Per l’accesso al corso di formazione di Interprete di lingua dei segni italiana (LIS) è richiesto il diploma di scuola superiore.

Durata del corso

Il corso di Interprete di lingua dei segni italiana (LIS) ha una durata di 1000 ore (700 ore di teoria e di esercitazioni e 300 ore di tirocinio).

Competenze da acquisire

  1. Diagnosi dell’interazione comunicativa
  • Applicare tecniche di valutazione del grado di sviluppo delle capacità e dell’attitudine comunicativo – relazionale degli attori coinvolti nell’atto comunicativo
  • Applicare tecniche di valutazione dell’adeguatezza tecnica, semantica e simbolica della propria mediazione alle esigenze dell’interazione comunicativa
  • Identificare volontà ed obiettivi della relazione comunicativa e cogliere ogni eventuale indicatore di cambiamento
  • Leggere ed interpretare le caratteristiche personali, situazionale e contestuali proprie dell’interazione comunicativa mediata

2. Interpretazione LIS

  • applicare tecniche di chuchotage
  • applicare tecniche di ascolto attivo
  • applicare tecniche di cloze applicare tecniche di comunicazione efficace
  • applicare tecniche di interpretazione consecutiva voce/segno
  • applicare tecniche di interpretazione simultanea voce/segno
  • applicare tecniche di interprete di ruolo e di sostegno
  • applicare tecniche di lavoro di gruppo e conduzione di gruppo
  • applicare tecniche di ombreggiatura
  • applicare tecniche di tropicalizzazione
  • utilizzare linguaggi settoriali

3. Mediazione comunicativa e relazionale

  • adeguare lo stile dell’intervento di mediazione comunicativa alle variazioni nel comportamento comunicativo/relazionale degli attori  adottare atti comunicativi/comportamentali funzionali alla rimozione dei differenti approcci comunicativi/relazionali tra gli attori coinvolti
  • applicare tecniche di intermediazione culturale
  • cogliere e riconoscere le esigenze ritmiche dell’interazione comunicativa
  • facilitare lo scambio relazionale al fine di favorire l’espressione/soddisfazione completa del fabbisogno comunicativo
  • identificare e cogliere eventuali impedimenti nella dimensione comunicativo relazionale
  • identificare ed adottare soluzioni operative necessarie a favorire lo sviluppo comunicativo
  • tradurre la morfologia dell’interazione comunicativa in un registro linguistico adeguato alla tipologia di intervento richiesto
  • tradurre morfologia e fenomenologia dell’interazione comunicativa in una dimensione relazionale adeguata